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Vuoi sapere perché è importante possedere o farsi fare un sito web?

Te lo spiego nel modo più semplice possibile qui!

Chi aveva le risorse per poter investire sul web 10 anni fa oggi ha un business di enorme valore tra le mani.

Il numero dei siti internet nel mondo e in Italia cresce a ritmo vertiginoso, così pure il numero degli utenti che utilizzano internet. Nel 2007 Microsoft, Yahoo! E Google investivano massimamente nello sviluppo di siti internet da fruire con telefoni cellulari, lo so perché ci lavoravo in Microsoft, ma oggi, a distanza di quasi 5 anni c’è ancora gente che non capisce l’importanza di avere un sito internet.

Come è successo 10 anni fa per il web tradizionale, oggi sarebbe il momento di investire in siti che permettono la fruizione web con il telefono cellulare, cercando in questo modo di acquisire nicchie di mercato che porteranno in breve futuro nuovi introiti oppure semplicemente risorse rivendibili.

È un po’ come comprare una casa in mezza campagna sapendo che da li a qualche anno ci passerà un autostrada.

Se hai sentito dire che “The contenti s the King” allora forse saprai che con questa frase inglese si intende dire che i contenuti (quindi i testi, i video e le immagini) veicolano un grosso numero di visitatori e i visitatori sono le risorse che ti permettono di creare ricchezza.

Se hai una azienda o un business puoi trasformare i tuoi visitatori in clienti. Quindi avere un sito internet non significa accontentare il tuo ego ma fare un investimento per il tuo futuro. (Riguardo all’ego ne parleremo un’altra volta perché è importante capire la differenza tra un sito web investimento e un sito web ego-centrico)

Soprattutto dalle mie parti, ci sono molti piccoli paesi dove la realtà imprenditoriale non ha la cultura della formazione e dell’innovazione. Vanno avanti con i loro sistemi finché non si accorgono che è troppo tardi. Quando si rendono conto che il loro metodo non funziona più e troppo tardi perché…

…ottenere i risultati desiderati costa 3 volte il prezzo che sarebbe costato l’anno prima!

Vuoi sapere perché costa di più?

Semplice, perché adesso hanno concorrenza. Aziende che sono partite prima hanno potuto prendersi le prime posizioni dei motori di ricerca, creando dei veri punti di accesso per il proprio business.

Ecco perché consiglio di sviluppare oggi stesso i siti internet per i telefoni cellulari. Farlo oggi costa meno che farlo domani!

Ma se ad oggi, ancora non possiedi un sito web tradizionale, allora non perdere altro tempo, chiedi preventivi a web agency competenti, capaci di curare l’estetica, il marketing e gli aspetti di vendita del tuo business e tradurli in un sito web.

Puoi chiedere un preventivo anche a noi. È GRATIS

A differenza dei business tradizionali basati sui servizi, il web permette di operare a distanza.

Webenjoy opera quindi su scala nazionale e europea pur rimanendo maggiormente attiva nelle piccole realtà locali del polesine e del ferrarese dove può offrire supporto direttamente nelle sedi dei suoi clienti.

A volte è necessario eliminare lo sfondo di un immagine per poterla salvare come gif o come png. La tecnica più semplice consiste nell’uttilizzare la Magic Wand Tool (bacchetta magica) di Photoshop, ma quando le immagini sono un complesso intreccio di righe o oggetti vari, diventa laborioso selezionare ogni area e poi cancellarla. Per questo motivo può risultare utile il comando COLOR RANGE disponibile sul menu SELECT.

color range photoshop

Aumentare il contrasto e la luminosità (se necessario)

Se necessario, come nel caso dell’immagine che ho acquistato su Fotolia, rendere l’immagine più evidente aumentando il contrasto dell’immagine attraverso l’uso del comando brightness/contrast che si trova in:

Image -> Adjustements -> brightness/contrast

color range photoshop

color range photoshop

Applicare il color Range

Premere color range dal menu select e utilizzare il contagocce per determinare l’area che si intende asportare. Nel mio caso lo sfondo bianco.

Premere ok.A questo punto l’immagine risulta completamente selezionata.

color range photoshop

Cancellare lo sfondo

Cancellare lo sfondo premendo il tasto canc della tastiera.

color range photoshop

Applicare un nuovo sfondo (se neccessario)

Se necessario applicare un nuovo sfondo, oppure esportare l’immagine in formato gif o png.

color range photoshop

Il SEO, è assolutamente uno dei primi aspetti da considerare nella pianificazione e nella ridefinizione di progetti web come blog, siti web, portali, comunità e siti di e-commerce.

Si tratta per lo più di una serie di tecniche e accortezze tecnologiche che permettono di essere visti dai motori di ricerca con occhio di riguardo.

In questo articolo sintetizzo l’esperienza di 10 SEO evangelist per offrirti spunti di riflessione.

 

  1. Il SEO è come l’agopuntura e l’omeopatia: funziona anche se non sai come e perchè — Tad Chef, SEO 2.0 SEO Blog
  2. Non è il lavoro del SEO che permette a un maiale di volare. E’ il lavoro del SEO che re-ingegnerizza il sito in modo che diventi un’aquila — Bruce Clay
  3. Il SEO non è visto come una scienza emergente (da quelli che lo conoscono già) — Danny Sullivan, Search Engine Land
  4. SEO sono i nuovi costruttori di immobili. Le nostre competenze ci danno la straordinaria opportunità di sviluppare pubblico in economia. — Brian Provost, Scoreboard Media
  5. Puoi seguire qualsiasi parola chiave e frase tu desideri, ma alla fine della giornata è tutta questione di conversioni. – Matt Webb, SEO Honolulu
  6. La mia regola base è quella di costruire un sito a prova di utente non a prova di spider. — Dave Naylor, DavidNaylor.co.uk (DaveN)
  7. SEO non è un sostantivo, un verbo o un aggettivo. — Todd Malicoat, Stuntdubl
  8. SEO fondamentalmente è una serie di metodologie che rende più semplice per i motori di ricerca trovare, includere, categorizzare e dare un punteggio ai tuoi contenuti. — Lee Odden, Online Marketing Blog
  9. Google ti ama solamente quando tutti gli altri ti amano. — Wendy Piersall, ProBlogger guest post
  10. SEO non è SPAM. — Matt Cutts

L’articolo è una libera interpretazione del post apparso sul blog di Emory Rowland all’indirizzo

http://blog.clickfire.com/10-great-seo-quotes/

Oggi vorrei parlarti della forza di animo di una donna. Non una donna di 20′anni bella, avvenente e in piena energia psico-fisica, non di una donna di 40′anni sicura delle sue potenzialità e delle sue credenze, bensì di una donna di 90′anni.Il suo nome è Hulda Crooks, una leggenda ed un esempio per tutti coloro che credono in se stessi, e continuano ad ambire a un miglioramento continuo.

Alla soglia dei suoi 70′anni Helda avrebbe potuto come molte delle donne della sua età, andare a giocare al centro anziani, piuttosto che dedicare tutto il suo tempo a fare la calza.

Invece Helda, ha pensato bene che i suoi 70′anni erano il momento ideale per prendere una decisione rivoluzionaria. La decisione di iniziare a fare mountaing climbing.

Il mountain climbing è l’alpinismo ovvero una delle migliori opportunità per stare all’aria aperta per chi ama i luoghi alti. L’alpinismo si basa sulla sfida a se stessi, la perseveranza e si tratta anche di uno sport molto difficile e pericoloso dove un piccolo incidente del tuo compagno può portarti alla morte o dove un temporale può trasformarsi da li a poco in un castigo di Dio per chi si sta arrampicando.

Ma Helda, nonosante questa apparente difficoltà decide di praticare questo sport e si trova ad essere la prima 90′enne ad aver scalato il monte Fuji.

Non solo, Hulda, fu anche conosciuta con il soprannome nonna Whitney, proprio per aver scalato il monte Whitney per 23 volte.

Cosa sarebbe successo a Hulda se avesse pensato di non essere in grado di intraprendere un impresa del genere?

Beh probabilmente sarebbe successo che avrebbe avuto ragione comunque.

Diceva Hanry Ford: “If you think you can do a thing or think you can’t do a thing, you’re right.” (che tu creda di farcela oppure non ci creda, avrai comunque ragione).

Per questo è importante credere fermamente in quello che vogliamo, prima ancora di decidere di intraprenderlo.

Inbound marketing e Outbound marketing

Se segui gli sviluppi del marketing ti sarà capitato di sentire parlare di inbound e outbound marketing, termini introdotti da Brian Halligan e il cui senso è strettamente correlato al permission marketing di Seth Godin.

C’è una vecchia diatriba sul concetto di inbound marketing. Ad oggi si usa questo termine per definire un marketing basato sulla pubblicazione di contenuti utili, via blog, social network e altri media al fine di portare gli utenti/clienti verso di noi anzichè trovare utenti/clienti attraverso lo sviluppo della conoscenza del marchio (brand awareness).

L’indbound marketing viene considerato da alcuni maggiormente economico rispetto all’outbound marketing ma questo non è sempre vero..

Vale a dire, se io scrivo sul mio blog al fine di cercare clienti o aumentare il numero delle visite e quindi i profitti derivanti dalla pubblicità, allora il costo di questo tipo di pubblicità potrebbe essere uguale al costo per unità orarie che percepisco con la mia principale attività.

In altre parole, se guadagno 30 € all’ora per sviluppare prodotti per un cliente, e decido di dedicare 1 ora al giorno al mio blog, sto spendendo 30 euro, quindi potrebbe talvolta essere più conveniente terzializzare questa attività sopratutto se il tipo dei contenuti pubblicati hanno questi requisiti:

  • poco specifici, non richiedono quindi figure molto specializzate per la stesura;
  • poco competitivi, non richiedono persone estremamente esperte di SEO e ottimizzazione dei contenuti;

Se hai notato ho parlato di possibilità. Ti ho detto “l’indbound marketing viene considerato da alcuni maggiormente economico rispetto all’outbound marketing ma questo non è sempre vero…” questo in quanto a volte l’inbound marketing potrebbe essere più costoso rispetto a fare una campagna pay per click (ppc) ben ottimizzata e che stranamente  non è considerata inbound marketing, bensì outbound marketing (la ppc, se pur aiuta a portare utenti verso di se è considerata outbound marketing).

Inoltre ottimizzare ed essere competitivi con l’inbound marketing in un business abbastanza ricco di concorrenza come potrebbe essere quello dei mutui, dei corsi sul forex, e dell’informatica risulta molto molto complesso e quindi la pubblicazione dei contenuti devono assolutamente servirsi di espedienti tecnici mirati tipo la long tail con la quale si mira a un pubblico di nicchia (ne parleremo un altra volta, vedi i tag se ti interessa l’argomento).

Come crearsi un piccolo tool per fare debug anzichè usare lo scomodo alert()

Se vuoi tracciare su schermo tutte le azioni che fa il tuo script, ma non vuoi scomodarti a cliccare migliaia di volte l’ok sull’alert, puoi decidere di utilizzare un piccolo script che ti esegue un log direttamente nella schermata della tua pagina web.

Funziona con JQuery ed è composto di 3 parti:

  1. la porzione di schermo della tua pagina adibita al tracciamento
  2. la funzione di debugging
  3. la chiamata alla funzione di debugging

 

La porzione dello schermo

si costruisce mettendo un semplice paragrafo <p> a cui mettiamo come id un valore noto. Es:
<p id="slim" style="color:#00CC00; background:#000000;"></p>

dove slim identifica UNICATIVAMENTE il mio paragrafo all’interno della pagina

La funzione di debugging

prima di tutto valorizzeremo una funzione globale che imposteremo di valore = a zero e

var debug_nu = 0;

poi creeremo la nostra funzione che non farà altro che fare il tracciamento su schermo dei miei comandi

function slimDebugger(value_str){
$("p#slim").append(debug_nu+") "+value_str+"<br>");
debug_nu = debug_nu+1;
}

Infine chiameremo la funzione di debugging

io ti consiglio di usarla in questo modo:

  1. nome della mia funzione: metti il nome della funzione che contiene il codice da debaggare
  2. nome del test: metti il nome dell’oggetto che pensi ti crea problemi
  3. metti il valore dell’oggetto

slimDebugger(” nome della mia funzione > nome del test” + valore del test);

Fai una prova

Prova questo script. Scarica il file JS Slim Debugger

Ebbene sto rifacendo la grafica e il funzionamento del sito www.webenjoy.net e quindi mi sono messo alla ricerca di alcuni modelli di “under construction”.

Non so bene se mai ne userò uno, anche se sono molto attratto dal jquery countdown che avevo visto anche in un occasione precedente, mentre cercavo di sviluppare una piccola funzioncina javascript.

Devo ammettere che le pagine di under construction che integrano il countdown e l’email subscription potrebbe essere una bella iniziativa di marketing. Ritengo però possa funzionare laddove il brand awareness è bello che sviluppato… dove in altre parole, il marchio è conosciuto ed esiste un meccanismo di curiosità sviluppato negli utenti.

 

Ecco la lista di 9 bellissimi esempi di pagine di “lavori in corso” per wordpress:

Delicious under construction theme :

Si tratta di una semplice pagina di lavori in corso, che ti permette di tenere informati i tuoi utenti. È basata sulla libreria JQuery ed è composta da 3 slide: una per i social network come Twitter o Facebook, una con un imail di registrazione e una con un form di contatto.

under construction wordpress theme

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LaunchPad,  WordPress Domain Parking Theme :

Si tratta di una pagina di parcheggio temporaneo fornita di RSS e email subscription

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WP Blueprint :

Simile alla precedente ma senza nessuna funzionalità aggiuntiva. Si tratta semplicemente di una pagina di parcheggio.

under construction wordpress theme

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Changing Room :

Si tratta di una pagina che ti informa del restyling / lavori in corso e fornisce una funzionalità RSS per futuri aggiornamenti

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wp-launcher :

Completamente basato su PHP e jQuery permette il conto alla rovescia al lancio del sito

under construction wordpress theme

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Ready2Launch :

è un tema wordpress sviluppato da Jakub Mikuláš

Permette la personalizzazione del design

under construction wordpress theme

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TempSkin – WP Theme for Under Construction Blogs

Semplice semplice, offre funzionalità di aggiornamento utenti

under construction wordpress theme

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Ice Breaker :

Come il precedente con qualche funzionalità di aggiornamento in più.under construction wordpress theme

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UnderCon :

Sicuramene il tema preferito della mia ragazza :)

under construction wordpress theme

Per maggiori informazioni visita il post originale all’indirizzo http://www.equicktips.com/under-construction-wordpress-theme/

Domenica sera la trasmissione Report ha trattato il tema della privacy come sempre in maniera molto approfondita. Nell’occhio del ciclone principalmente Google e Facebook ma il trattamento dei dati personali ha confini molto più vasti.

Quando frequentavo il corso di web-design, e in particolare al corso di web-marketing, Marco Pinna ci diceva che quando PostalMarket fu smembrato l’unica cosa che fu tenuta è stato il database dei clienti. PostalMarket aveva iniziato a lavorare in un periodo in cui la legge sulla privacy non esisteva. Prima del 1996 infatti i dati potevano essere raccolti senza bisogno del consenso dell’interessato e potevano essere quindi ceduti o utilizzati a propria discrezione.

Da quando esiste la legge sulla privacy non esiste più privacy

Devi sapere che per alcuni la legge sulla privacy è stata la causa della fine della privacy. Il fatto di essere continuamente disturbati, interpellati per approvare il consenso dei dati personali viene visto come un oltraggio alla propria libertà di stare in pace. La legge sulla privacy invece articola molto bene i diritti dei consumatori e degli utenti che sottoscrivono un servizio, regolamentando e obbligando i responsabili del trattamento dei dati personali a indicare i mezzi e il modo con cui i dati sono gestiti, nonchè a indicare come si è entrati in possesso dei dati personali di un utente.

Molte persone infatti non sanno che è fatto d’obbligo per una società che gestisce dati personali altrui di indicare con nome e cognome il nominativo di riferimento del trattamento dei dati personali.

Ma perchè tutti vogliono i tuoi dati personali?

Perchè tutti vogliono i tuoi dati?

I motivi sono svariati, ma hanno tutti come unico comune denominatore il denaro.

Se possiedi dei nominativi hai la possibilità di offrire a questi “contatti” dei servizi o dei prodotti.

Nel caso di Google e Facebook, i due attori principali di internet, molte delle loro entrate avviene proprio dall’utilizzo di questi nominativi.

Vediamo Facebook, per esempio.

Facebook è strutturato in modo da relazionare le informazioni di tuo interesse con i tuoi contatti sociali. Questo permette di sapere quindi cosa ti piace e cosa non ti piace ed inoltre chi frequenti.

Il tipo di informazione che facebook tratta ha un enorme valore perchè entra nel merito del gusto personale. Di fronte a facebook siamo davvero nudi sopratutto se lo utilizziamo con un telefono cellulare e quindi se offriamo una georeferenziazione, ovvero gli diciamo dove siamo. Con un informazione così completa è per facebook più facile fare breccia nei tuoi bisogni o desideri di consumo, diventando quindi un sistema di marketing fantastico.

Gratis non vuol dire sempre senza costo

Non solo per i motivi appena descritti gratis non significa senza costo. A volte per utilizzare un servizio è richiesta la registrazione ma l’utilizzo del servizio è comunque limitato ad una forma base e per essere sbloccato occorre utilizzare denaro sonante.

Ci sono molte applicazioni che funzionano proprio adottando questo principio su Facebook

Allora questo è male o bene?

Beh, non si tratta di male, si tratta di un modello di marketing che permette comunque grosse possibilità sia a chi utilizza il prodotto o il servizio, che altrimenti non potrebbe utilizzare, sia per chi offre il servizio che si espone al rischio imprenditoriale offrendo un servizio ad un costo zero iniziale per guadagnarci forse in un secondo momento.

Le tecnologie informatiche stanno quindi dando grandi vantaggi a tutti, bisogna però stare attenti e cercare di proteggere chi è più esposto e meno capace di difendersi da questo tipo di servizi.

A volte è complicato risalire a chi gestisce i nostri dati

A volte però può essere complicato tutelarsi. I contratti sono molto lunghi e non si ha voglia di leggerli o addirittura spesso non sono conformi alla legge sulla privacy, non indicano quindi chi è il detentore dei dati personali e non forniscono un modo di contatto.

A volte certi individui si nascondono dietro server che proteggono l’anonimato e all’estero e quindi sono praticamente impossibili da intercettare.

Come fare per tutelarsi da malintenzionati o speculatori?

Ci sono alcuni piccoli e semplici accorgimenti che puoi seguire per tutelarti in rete

  1. Dai sempre uno sguardo, anche se veloce alla normativa sulla privacy o il contratto che stai sottoscrivendo
  2. Individua chi è il responsabile del trattamento dei dati personali: NOME e COGNOME e caratteristiche dell’azienda
  3. Determina se il contratto è trasparente e permette di recedere da esso in quelsiasi momento
  4. Valuta bene il numero e il tipo di dati che ti richiedono in relazione al servizio che ti offrono.

Il futuro riserva denunce a gogò

In futuro non mi stupirei di vedere molte cause derivanti dalla gestione dei dati personali dovuti per lo più a motivi speculativi. Sfortnatamente ciò tenderà a colassare ancora di più i tribunali portando il lavoro dei giudici ad un più basso livello (rispetto a crimini più gravi)

In attesa dell’articolo di domani: che parla di Internet e della situazione in Italia, con specifico riferimento alla trasmissione report, oggi ti parlo, come ogni lunedi, di empowerment e precisamente delle 3 tecniche fondamentali per trattare con la gente.

Perchè sono partito a parlarti della trasmissione Report della Gabbanelli?

Perchè fa figo? No.., Perchè ritengo che citando le parole “Report“, “internet“, “facebook” possa aumentare le visite del mio blog, e magari interessarti a visitarmi ancora?

Non proprio… anche se lo credo :)

Ho iniziato questo post sulle 3 tecniche fondamentali per trattare con la gente di Dale Carnegie, perchè mentre guardavo Report ieri sera sono rimasto davvero di stucco da quanto affermato da Paolo Mandron, direttore di Lettera 43 giornale online di nuova generazione.

Alla domanda del giornalista Luca Chianica se gli introiti pubblicitari che finanziano interamente Lettera 43 possano in qualche modo condizionare i contenuti, l’agenda setting e il pensiero del giornale, Mandron Rsponde: “Me ne frego proprio…”e continua “non è che se devo fare un pezzo critico non lo faccio, al limite mi tolgono la pubblicità” e conclude dicendo “Avrò qualcun altro che me la fa. Quando parli male di qualcuno c’è sempre qualcun altro che gode.”

Dale Carnegie non sarebbe stato probabilmente d’accordo con un pensiero del genere. Certo è che un giornalista oltre a mantenersi il più possibile pulito, e lontano da ogni tentazione deve anche essere obiettivo e pungente dimostrando di avere quel carattere e personalità che contradistingue il suo stile da quello di qualsiasi altro.

Ma non stiamo parlando oggi di copywriting, ne tanto meno di come si scrive un bell’articolo ed è per questo motivo che la maggior parte delle volte che avrai modo di trattare con le persone, non dovrai utilizzare un atteggiamento agressivo bensì cooperativo.

Oggi parliamo delle 3 tecniche fondamentali per trattare con la gente.

La prima regola è non criticare non condannare e non recriminare, ma viene enfatizzata maggiormente dal titolo-proverbio scelto da Carnegie per introdurre l’argomento.

Se vuoi prendere il miele, non tirar calci all’alveare

In questo capitolo Carnegie, cita molti personaggi illustri, Lyncoln, Franklin, Roosevelt per citarne alcuni ma è l’esempio che riporta su come Lyncoln abbia smesso di criticare e offendere gli altri che rimane maggiormente impresso.

Lyncoln amava criticare e offendere utilizzando lettere aperte indirizzate ai giornali. Ebbene a seguito della richiesta a duello dell’irlandese James Shields, duello evitato all’ultimo momento per l’interruzione dei secondi, Lyncoln ha cambiato decisamente il suo atteggiamento e il suo modo di comportarsi. Forse essersi trovato così tanto vicino alla morte, gli ha fatto capire quanto male porti male.

Il secondo principio che Carnegie svela nel suo libro è “siate prodighi di complimenti onesti e sinceri

Mi rendo conto che questo titolo possa essere scambiato per qualcosa del tipo “siate prodighi di adulazioni verso il prossimo”.

Niente di più sbagliato! Il principio va preso come un modello di empowerment per migliorare il benessere degli altri.

  • è necessario fare apprezzamenti sinceri
  • è neccessario essere positivi e pensare agli effetti benefici che il complimento può avere sull’individuo, non ai propri fini personali
  • utilizzare questo principio quotidianamente (poiché quotidiano è il bisogno di nutrimento di una persona)

Il terzo principio svelato da Carnegie è “Suscitate negli altri la vostra stessa volontà

Questo terzo principio è molto importante. Tra le righe ci dice anche che non è corretto insistere nel cercare di proporre servizi o prodotti a qualcuno non realmente interessato.

Le persone tendono a metabolizzare i processi di comunicazione a distanza di tempo e se sono stati obbligati o forzati attraverso meccanismi persuasivi a un comportamento indotto di cui non hanno tratta un reale beneficio, tendono considerare la fonte comunicativa come poco pertinente.

Suscitare negli altri la nostra stessa volontà significa cercare di applicare il modello di negoziazionewin-win“, modello per il quale entrambe le parti di una contrattazione possono ottenere dei vantaggi diretti dall’accordo e proporre il beneficio in modo efficace e sincero.

Come si fa a proporre qualcosa in modo efficace? lo vedremo prossimamente… Nel frattempo ti consiglio di iscriverti a questo blog per non perdere i prossimi interventi di empowerment.

Se sei interessato al libro di Carnegie “Come trattare gli altri e farseli amici” acquistalo qui

In questo articolo ti spiego come scegliere le giuste keywords nel tuo business di Keydwords Advertising.

Premessa SEO e SEM 2 facce della stessa medaglia (semplificata)

Navigando in rete ti sarai sicuramente scontrato con sigle come SEO e SEM.

Le due sigle sono le 2 facce complementari della stessa medaglia e si riferiscono entrambe alla promozione di pagine web attraverso l’uso di diverse tecnologie.

Senza entrare nel merito del SEO, acronimo di Search Engine Optimization, del quale ci occuperemo un’altra volta, cerchiamo di capire che cos’è il keyword advertising, tecnica di promozione di pagine web facente parte del SEM (Search Engine Marketing)

Cos’è il keyword advertising

Come anticipato ci sono diversi modi per far si che le tue pagine web siano visibili a un pubblico molto vasto o raggiungano quella nicchia di clienti molto difficili da contattare e convertire.

Se hai poco tempo da perdere il keyword advertising è lo strumento più utile per promuovere i tuoi prodotti e farti trovare immediatamente dai tuoi clienti.

Di cosa si tratta?

Semplicemente si tratta di pagare i motori di ricerca per pubblicare il tuo sito web in una posizione strategica della lista dei risultati di ricerca (chiamata anche SERP).

Come vedi dalla figura qui sotto, ci sono 2 aree fondamentali (A e B) dove i tuoi annunci possono essere pubblicati.

come funziona la pubblicità su google

 

La posizione dipende da diversi fattori quali il prezzo che sei disposto a spendere, la qualità dei tuoi annunci e la pertinenza delle tue pagine e dei tuoi annunci in relazione alle parole chiave da te scelte.

Come funziona il keyword advertising

Quando un utente fa una ricerca sul motore di ricerca, visualizza una serie di risultati tra i quali possono essere presenti dei risultati a pagamento. Si tratta di annunci creati ad hoc da un inserzionista per redirigere l’utente su una pagina particolare.

Ogni motore di ricerca ha uno storico di quanto una parola chiave è stata ricercata nel corso degli anni, e di quanto gli inserzionisti sono disposti a spendere per quella parola chiave.

Il costo del click su quella parola chiave dipenderà da diversi fattori quali:

  • La pertinenza della parola chiave con l’annuncio pubblicitario
  • La qualità della pagina di destinazione dell’annuncio pubblicitario
  • E altri fattori che meritano un approfondimento particolare quali il CTR, il quality Score, il page rank ecc..

In sostanza anche tu puoi pubblicizzare le tue pagine web e le performance dei tuoi risultati dipenderanno da quanto sarai bravo a ottimizzare le tue campagne marketing in modo da avere un buon punteggio da Google e riuscire a ottimizzare i costi CPC dei tuoi annunci in modo da avere un ROI (ritorno di investimento) adeguato al prodotto venduto, nonché competitivo rispetto ai tuoi concorrenti.

Insomma è più facile a dirsi che a farsi..

Google Adwords: meglio usare parole chiave generiche o parole chiave specifiche?

È possibile indicizzare una pagina web o altri tipi di risorse e documenti anche contenenti tecnologia Flash.

Ciò può avvenire tramite l’offerta su una o più parole chiave.

Cioè, se il tuo business è creare siti web puoi decidere di mettere un annuncio che copre la richiesta GENERICA per la ricerca siti web.

Il tuo annuncio viene quindi visualizzato sia quando una persona ricerca

Come creare siti web dinamici

Sia per

Analisi e sviluppo di siti web

oppure per

Ecco la lista dei siti web marketing più importanti d’Italia

La corrispondenza generica offre una visibilità maggiore ma è spesso meno performante in termini di conversioni all’obiettivo, e quindi in ritorno di investimento. Va usata quindi in maniera opportuna ad esempio se il traffico sulla rete di ricerca è molto basso e comunque è bene implementare questo tipo di strategia assieme alla ricerca INVERSA, che permette cioè di escludere dei risultati di ricerca.

 

Vi è poi la possibilità di associare le keywords a corrispondenza “ESATTA” o a “FRASE” e quindi di restringere il numero di visualizzazioni del tuo annuncio aumentando però la pertinenza dei risultati.

In questo modo avrai meno visite sulle tue pagine, ma le visite che otterrai saranno decisamente più qualificate e porteranno a dei risultati decisamente più performanti.

In sostanza è bene creare quel valore aggiunto sulle campagne di ricerca editando molti annunci per molte parole chiave a corrispondenza ESATTA e a FRASE, eliminando con metodo e rigore gli annunci che non portano risultati e aumentando il bid (la spesa) sugli annunci che portano risultati qualificati

 

NB: Se hai fatto caso alla figura pubblicata più su, avrai notato che in basso a destra sono citati 3 importanti attori del web. Google, Yahoo!, Microsoft.

Ognuno di questi colossi tecnologici del web possiede il proprio motore di ricerca e anche la piattaforma per poter fare le offerte di pubblicazione sulla rete di ricerca del motore in questione.

Quindi se vorrai essere visibile su Google dovrai utilizzare Google Adwords, se vorrai essere presente su Yahoo!, dovrai usare Yahoo! Search Marketing e se vorrai essere presente su Bing dovrai usare Microsoft AdCenter.

Nota che al momento esiste un accordo strategico tra Microsoft e Yahoo! dovuto allo strapotere di Google sul web. Infatti il numero delle ricerche su Google è oltre il doppio della somma delle ricerche di Bing e Yahoo! Per maggiori informazioni scarica il report “Statistiche di accesso a internet in Europa: in famiglia comandano i figli

Se invece vuoi saperne di più su Microhoo visita il blog di Emiliano Carlucci

Fatto questo piccolo preambolo, possiamo dire che è consigliabile creare la propria campagna su Google AdWords in primis e in seguito anche su Bing e Yahoo!